Prima prova da “insegnanti” per gli studenti del liceo scientifico Carlo Alberto coinvolti nel progetto PiIl – Percorsi Integrati di Inclusione e Lavoro

Gli studenti di due classi del Liceo Scientifico del Convitto Carlo Alberto “insegnanti” alla scuola dell’infanzia San Giuseppe di Novara. I ragazzi, coinvolti nel progetto “PiIL – Percorsi Integrati di Inclusione e Lavoro” della onlus Territorio e Cultura, nei prossimi giorni e fino a metà febbraio proporranno laboratori di matematica a bambini di 4-5 anni, mettendo in pratica le conoscenze acquisite sul metodo analogico Bortolato. Le “lezioni” sono state simulate martedì 14 gennaio, in una esperienza che ha concluso di fatto il corso di formazione sul metodo analogico Bortolato, organizzato dall’associazione Territorio e Cultura e dal Convitto Carlo Alberto, con la partnership del Centro Studi Erikson, supervisore dell’applicazione di questo metodo pedagogico a livello nazionale.

Il corso, aperto ai docenti di scuole di ogni ordine e grado, era rivolto in particolare alle due classi del liceo scientifico del Convitto Carlo Alberto che, nell’ambito del progetto “PiIL – Percorsi Integrati di Inclusione e Lavoro” stanno sperimentando una versione “arricchita” dei Pcto (i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento che sono andati a sostituire l’alternanza scuola-lavoro) volta a promuovere esperienze di gruppo di cittadinanza attiva e capace di sostenere le cosiddette competenze trasversali dei ragazzi.

Alla scuola dell’infanzia San Giuseppe l’utilizzo del metodo analogico Bortolato è una realtà consolidata. “Da tempo proponiamo ai bambini esperienze che permettono loro di interrogarsi sul mondo e di apprendere naturalmente i numeri. La presenza dei ragazzi del liceo, la quale rappresenta una innovazione del percorso educativo che abbiamo accolto con particolare interesse, farà sì che i nostri bambini consolidino le conoscenze e si confrontino con figure di età diverse” ha spiegato Raffaella Pasquale, direttrice dell’istituto San Giuseppe. “Così la scuola va verso la scuola con gli studenti quasi adulti che insegnano ai bambini” ha sottolineato Alberto Cantoni, presidente dell’associazione Territorio e Cultura. “Un contesto stimolante per i ragazzi che vedono l’apprendimento oltre al qui ed ora dei voti ma in una visione più ampia” ha commentato Nicola Fonzo, dirigente dell’Istituto Convitto Carlo Alberto, ricordando la necessità per la scuola italiana di interrogarsi sui metodi di insegnamento delle materie scientifiche “che ci vedono fanalino di coda in tutte le classifiche internazionali”.

L’esperimento novarese sta suscitando interesse anche fuori dai confini del Piemonte. Marisa Bono, la pedagogista che ha condotto il corso al liceo Carlo Alberto, ha presentato l’esperienza di Novara in un convegno dedicato al metodo analogico Bortolato. Ed articoli riguardo alla sperimentazione inserita nel progetto “PiIL – Percorsi Integrati di Inclusione e Lavoro” sono stati condivisi e commentati positivamente anche sui canali social dedicati al metodo pedagogico, che riuniscono migliaia di insegnanti ed educatori in tutta Italia. “Ci fa piacere in particolare che sia stato colto un aspetto significativo della nostra progettualità, cioè quella di creare rapporti intergenerazionali tra studenti di scuole di grado diverso” sottolineano Giacomo Balduzzi e Davide Servetti, curatori del progetto “PiIL – Percorsi Integrati di Inclusione e Lavoro” per l’associazione Territorio e Cultura Onlus. Un “ponte” tra generazioni che hanno apprezzato anche le insegnanti che hanno frequentato il corso e si sono trovate sui banchi insieme ai liceali. Lo sottolinea Daniela Falletti, insegnante di ruolo alla scuola primaria del Convitto Carlo Alberto: “E’ stato emozionante, un modo anche per noi per metterci in gioco”.

Il progetto “PiIL – Percorsi Integrati di Inclusione e Lavoro”, sostenuto da Fondazione Crt, è attualmente in corso di realizzazione in tre scuole della provincia di Novara (Iti Omar, Istituto Convitto Carlo Alberto ed Iis Biagio Pascal di Romentino). Sono coinvolti in totale circa 120 alunni, suddivisi in sei classi. Altrettante classi degli stessi istituti sono inserite in un programma di monitoraggio e valutazione del progetto, condotto da Università del Piemonte Orientale ed Università degli Studi di Pavia. In ogni istituto superiore sono state avviate iniziative diverse, tutte caratterizzate dal lavoro in gruppo, dal coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e del territorio e dalla realizzazione di un progetto di utilità collettiva.

 

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